sabato 30 marzo 2013

2 aprile - Faust di Aleksander Sokurov


Sinossi 
Il Faust di Sokurov non è un adattamento della tragedia di Goethe nel senso tradizionale, ma una lettura di ciò che rimane tra le righe. Che colore ha un mondo che produce idee colossali? Che odore ha? C’è un’aria pesante nel mondo di Faust: progetti sconvolgenti nascono nello spazio angusto dove si affaccenda. È un pensatore, un veicolo di idee, un trasmettitore di parole, un cospiratore, un sognatore. Un uomo anonimo guidato da istinti semplici: fame, avidità, lussuria. Una creatura infelice, perseguitata che lancia una sfida al Faust di Goethe. Perché rimanere nel presente se si può andare oltre? Spingersi sempre più in là, senza notare che il tempo si è fermato.


Commento del regista
Faust è l’ultima parte di una tetralogia cinematografica sulla natura del potere. I personaggi principali dei primi tre film erano tutti figure storiche reali: Adolf Hitler (Molokh, 1999), Vladimir Lenin (Telec, 2000) e l’Imperatore Hirohito (Solnzte, 2005). L’immagine simbolica di Faust completa questa serie di grandi giocatori d’azzardo che hanno perso le più importanti scommesse della loro vita. Faust sembra non appartenere a questa galleria di ritratti, un personaggio letterario quasi da museo incorniciato in una trama semplice. Che cos’ha in comune con queste figure reali che sono ascese all’apice del potere? Un amore per parole cui è facile credere e una patologica infelicità nella vita quotidiana. Il Male è riproducibile, e Goethe ne ha formulato l’essenza: “Gli infelici sono pericolosi“.

domenica 24 marzo 2013

26 marzo - Le nevi del Kilimangiaro




Le nevi del Kilimangiaro (Les neiges du Kilimandjaro)
 di Robert Guédiguian 


Il dramma sociale del regista francese Guédiguian, da sempre cantore di un cinema impegnato a raccontare le realtà più disagiate e proletarie, porta sugli schermi un'opera sul confronto-scontro umano e generazionale. 
Le nevi del Kilmangiaro si ispira alla poesia di Victor Hugo, La povera gente, e ci racconta come la serenità acquisita da un proletariato che si è fatto strada negli anni ‘70 e ‘80 con lacrime e sudore - per raggiungere l'agognato stato di ‘illusione borghese' nel quale ora vive - possa essere messa in discussione da un ragazzo qualunque, che di quello stesso proletariato fa ancora parte, e che nell'ingiustizia di aver perso il lavoro troverà il coraggio di rendersi egli stesso partigiano di ingiustizie.






domenica 10 marzo 2013

12 marzo 2013 - Quartet

Quartet


 A Beecham House, residenza per musicisti e cantanti lirici in pensione, ferve l'eccitazione per l'arrivo di una nuova ospite: la celebre Jean Horton. Tra gli ospiti, però, c'è anche chi non è contento di questo arrivo. Un tempo, infatti, Reginald, Wilfred e Cecily facevano parte di un quartetto di canto che, dopo l'abbandono della stessa Jean per una carriera da solista, si è sciolto. Oltretutto, il successo di Jean ha provocato anche il suo divorzio da Reginald. La forzata convivenza riuscirà a risanare i rapporti tra loro, anche in vista del concerto di gala che si terrà a breve a Beecham House?Hoffman (esordiente a 75 anni!) intreccia senza una sola stecca opera e operette, romanze e canzonette, tutto in nome del cinema che mostra non la vita com'è ma come dovrebbe essere. Ne esce una vicenda piena di ironia e nostalgia (imperdibili i titoli di coda), messa in scena con un tocco leggero e sorretta da un team di attori straordinari, Maggie Smith su tutti.












sabato 2 marzo 2013

Segnalazione - Ciclo di lezioni: "La Schola del Bo. La ricerca e l'esperienza culturale a disposizione della città"



Dodici lezioni divulgative tenute da docenti dell'Università - da marzo a giugno

Descrizione

Un gruppo di docenti dell'Università di Padova propone alla cittadinanza un ciclo di lezioni divulgative che spaziano dal cinema alla fisica, dal diritto alla medicina, dall’arte all’astronomia.
Il progetto è coordinato da Saveria Chemotti, Umberto Curi, Walter Pisent e Giorgio Tinazzi.
Iniziativa patrocinata dal Comune di Padova.

Quando

Fulvio Pendini - La città del pensiero - foto di M. Danesin
Appuntamenti il sabato mattina da marzo a giugno 2013.

Dove

Teatro Ruzante, riviera Tito Livio, 45 - Padova

Programma

Gli incontri si svolgono alle ore 10:00.
  • 2 marzo
    Come diventare maggiorenni: un modo per rendere chiare le proprie idee - Umberto Curi
  • 9 marzo
    La parola e lo sguardo. Letteratura e cinema - Giorgio Tinazzi
  • 23 marzoLa visione del mondo secondo la fisica - Walter Pisent
  • 6 aprile
    La relazione tra padri, madri e figlie nella narrativa italiana contemporanea - Saveria Chemotti
  • 13 aprileRaccontare fiabe: perché? - Donatella Lombello
  • 20 aprileIl pregiudizio: le sue basi cognitive ed emotive - Luciano Arcuri
  • 4 maggio
    "Ce l’ha nel suo DNA": il genoma umano tra scienza e illusione - Gianantonio Danieli
  • 11 maggio
    Cittadini e potere nella Costituzione Italiana - Lorenza Carlassare
  • 18 maggio
    Aspetti clinici, etici e tecnici del trapianto di fegato - Davide D’Amico
  • 25 maggio
    L’arte dell’affresco a Padova: i grandi cicli decorativi negli edifici religiosi, pubblici e privati del Cinquecento - Elisabetta Saccomani
  • 1 giugno
    Breve storia dell’Universo - Francesco Bertola
  • 8 giugno
    Il farmaco: ricerca, industria e bioetica - Sisto Luciani

Ingresso

Gli incontri sono ad ingresso libero.

giovedì 28 febbraio 2013

Martedì 5 marzo - Tomboy di Céline Sciamma

Tomboy
di Céline Sciamma 
(Francia 2011)


"Dimostrazione esemplare che 'piccolo film' non vuol dire sempre 'film piccolo'. Céline Sciamma ha realizzato Tomboy (come dire 'ragazzo mancato') con un minimo di mezzi: una telecamera Canon 5D, troupe ridotta all'osso, venti giorni di lavorazione, cinquanta scene in due-tre ambienti. Eppure il suo piccolo film, una parabola intelligente e affettuosa sui labili confini dell'identità sessuale, riesce ad appassionarti come si trattasse di un 'suspenser'. [...] Intessuta di eventi quotidiani, una storia pudica quanto coinvolgente, diretta da una regista poco più che trentenne ma che la sa già lunga sugli sguardi."

Roberto Nepoti - La Repubblica

"Dieci anni e un trasloco: è Laure (Zoé Héran), ma per i nuovi amichetti elle s'appelle Mickaèl. Si veste come un maschiaccio (tomboy, in inglese), gioca a calcio e mena le mani: ci scappa anche il bacetto a un'amica, ma la scuola sta per iniziare. Come continuare la 'finzione'? La risposta è un piccolo grande film: Tomboy della francese Céline Sciamma. Che ha coraggio da vendere: esplorazione della sessualità, ricerca dell'identità, libero arbitrio, i temi sono pe(n)santi, ma la misura non è mai colma, l'enfasi - a parte il pongo e i genitori tagliati con l'accetta - e la costruzione a tesi sono scongiurate. Magistralmente lieve nella direzione dei suoi piccoli attori, la 31enne regista ne fotografa smorfie, segreti e bugie, marcando la distanza dai bambini saputelli e drammaturgicamente obesi del cinema italiano. Così Tomboy sfiora il cuore, ibridando introspezione e geometrie relazionali, fino al primo privilegio dell'uomo: dare un nome. 'Mi chiamo Laure', ho 10 anni e conosco Rimbaud: lo è un altro. Scopritelo in sala, ne vale la pena."

Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano

Sinossi

Laure, dieci anni, capelli corti ad incorniciare un viso angelico, si è appena trasferita con la famiglia nella nuova casa. Durante l'estate conosce Lisa, sua coetanea, e altri ragazzi del quartiere ai quali fa credere di essere un maschietto di nome Michael. Passano le settimane, e il rapporto tra Laure/Michael e Lisa si fa sempre più stretto, rivelando qualche ambiguità e un piccolo bacio... Céline Sciamma affronta un tema coraggioso e delicato, quello della scoperta della sessualità durante il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, e fotografa reazioni e comportamenti di un gruppo di bambini alla scopertà di se stessi immortalando tutta la loro innocenza tra tensione, tenerezza e sensibilità.

giovedì 21 febbraio 2013

26 febbraio - Almanya - La mia famiglia va in Germania

Almanya - La mia famiglia va in Germania 
di Yasemin Samdereli 
Anno: 2011
Genere: commedia
Protagonista del film è la famiglia Yilmaz, emigrata in Germania dalla Turchia negli anni ’60 e giunta ormai alla terza generazione. Dopo una vita di sacrifici, il patriarca Hüseyin ha finalmente realizzato il sogno di comprare una casa in Turchia e ora vorrebbe farsi accompagnare fin lì da figli e nipoti per risistemarla. Malgrado lo scetticismo iniziale, la famiglia al completo si mette in viaggio e alle nuove avventure nella terra d’origine si intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania (Almanya in turco), quando la nuova patria sembrava un posto assurdo in cui vivere. Lungo il tragitto, però, vengono a galla molti segreti del passato e del presente e tutta la famiglia si troverà ad affrontare la sfida più ardua: quella di restare unita.


giovedì 14 febbraio 2013

19 febbraio - Diaz - Non pulire questo sangue di Daniele Vicari

Genova, luglio 2001. Durante il G8, 300 poliziotti e 70 agenti di un reparto speciale fanno irruzione nella scuola Diaz, dove hanno trovato riparo 93 giovani provenienti da diverse nazioni e impegnati in una protesta pacifica contro il summit. Il violento attacco delle forze dell'ordine sui manifestanti disarmati e semiaddormentati segnerà una delle pagine più tragiche e tristi della recente Storia del nostro Paese. Su questo drammatico sfondo di documentazioni e testimonianze si costruisce il racconto che segue un gruppo di singole vicende sulle quali giustizia non è ancora stata fatta e che il regista ritrae con amara verosimiglianza. Un saggio di cinema poetico-politico dal grande merito di non nascondere, ma anzi di mettere in evidenza la veridicità degli eventi narrati.