venerdì 11 dicembre 2015

Martedì 15 dicembre - LA FAMIGLIA BÈLIER di Éric Lartigau

Nella famiglia Bélier, sono tutti sordi tranne Paula, che ha 16 anni. Nella vita di tutti i giorni, Paula svolge il ruolo indispensabile di interprete dei suoi genitori, in particolare nella gestione della fattoria di famiglia. 

Un giorno, incoraggiata dal professore di musica che ha scoperto che possiede un dono per il canto, decide di prepararsi per partecipare al concorso canoro di Radio France. Una scelta di vita che per lei comporterebbe l'allontanamento dalla sua famiglia e l'inevitabile passaggio verso l`età adulta.






Commedia francese delicata e acuminata al tempo stesso, garbata e deliziosa ma anche ferocemente problematica”. (Paolo D’Agostini – La Repubblica).

I Bèlier sono schietti, veraci, con satira politica incorporata in simpatica caricatura molto alla francese”.
(Maurizio Porro – Il Corriere della Sera).


Il film non cade mai nel sentimentale perché usa con intelligenza e rispetto tutto il potenziale, anche comico, dei personaggi”. (Fabio Ferzetti – Il Messaggero).




Premio César 2015: Miglior Promessa Femminile (Louane Emera); Premio Lumière 2015: Miglior Attrice (Karin Viard) e Miglior Rivelazione Femminile (Louane Emera); Sarlat Film Festival 2015: Salamandre d’Or a Eric Lartigau

martedì 1 dicembre 2015

Martedì 1 dicembre - L'arte della felicità

Due fratelli. Due continenti. Due vite. Una sola anima. Sotto un cielo plumbeo, tra i presagi apocalittici di una Napoli all’apice del suo degrado, Sergio, un tassista, riceve una notizia che lo sconvolge. Niente potrà più essere come prima. 

Ora Sergio si guarda allo specchio e quello che vede è un uomo di quarant’anni, che ha voltato le spalle alla musica e si è perso nel limbo della sua città. Mentre fuori imperversa la tempesta, il suo taxi comincia ad affollarsi di ricordi, di speranze, di rimpianti, di presenze. 

Prima o poi la pioggia smetterà di cadere ed il cielo si aprirà. E da lì verrà la fine. O tornerà la musica. 



mercoledì 18 novembre 2015

Martedì 24 novembre - Class Enemy di Rok Biče

Slovenia, oggi. Un liceo come tanti. Una classe come tante. Una quotidianità come tante. Ma è davvero tutto così ordinario, così regolare? È davvero tutto così tranquillo, sotto la patina di normalità? 

Basta l’arrivo del nuovo professore, il durissimo Robert, per innescare un violento corto circuito didattico e umano, poco dopo la tragica morte di una studentessa che devasta gravemente gli equilibri. Il dolore dei ragazzi si traduce immediatamente in rabbia e la rabbia, alimentata da interrogativi esistenziali troppo difficili da affrontare, si traduce in caccia: caccia al colpevole, caccia al nemico. 

Una scorciatoia emotiva che impatta, fatalmente, contro il nuovo professore: il colpevole perfetto, il nemico perfetto. Esplorando i torti e le ragioni, i buoni e i cattivi Class Enemy smonta le certezze più categoriche e invita a riflettere, tanto gli adolescenti quanto gli adulti, sulle sfumature. 



Mi sembra importante poter parlare, attraverso l’arte cinematografica, di temi che riflettano sia la società nazionale che quella mondiale. In Class Enemy ciò traspare nel microcosmo dei ragazzi delle medie superiori: una generazione estremamente vulnerabile e, in quanto tale, propensa ad assorbire quel che le succede intorno, sia a livello conscio che inconscio. La rivolta degli studenti contro il sistema scolastico, simboleggiato dal severo professore, è l’immagine riflessa dello scontento sociale globale, che sfrutta ogni (in)giusto motivo per ribellarsi contro le norme vigenti. Nel racconto, queste situazioni estreme descrivono il baratro tra due generazioni molto diverse tra di loro: baratro che la tragedia avvenuta ha maggiormente ampliato. Si tratta di un difetto, di un’interferenza nella comunicazione. - Rok Biček

mercoledì 11 novembre 2015

MARTEDI' 17 NOVEMBRE_RESISTENZA NATURALE di JONATHAN NOSSITER

Dieci anni dopo Mondovino, Jonathan Nossiter racconta l’urgenza e le sorprese di una nuova resistenza italiana: nel vino, nell’agricoltura e nel cinema. Scopre un movimento di vignaioli e agricoltori “naturali” che ci offrono speranza e gioia tramite la loro ribellione contro un sistema politico-economico fallito che omologa e avvelena la produzione agro alimentare. 

Vivendo come molti di noi sognerebbero, quattro vignaioli emblematici, nuovi contadini in fuga dalla città, lottano per l’autenticità, la biodiversità e la libertà. E Il vino, con la sua forza vera e simbolica nella nostra cultura, diventa portavoce di una denuncia che riguarda tutta la catena di produzione alimentare.

Ma l’impegno di Corrado Dottori, Elena Pantaleoni, Giovanna Tiezzi e Stefano Bellotti si rispecchia anche nel lavoro del loro amico Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, che restituisce la vitalità del passato cinematografico al pubblico di oggi. Così, i ribelli del vino naturale (e del cinema), uniti contro il “Nuovo Ordine Economico Mondiale”, offrono un modello incantato di resistenza. Perché non c’è sostenibilità ambientale se non c’è sostenibilità culturale.

Resistenza naturale intreccia la forza documentaria di un mondo affascinante ma nascosto con le finzioni del passato e del presente, risvegliando il ribelle sopito in ciascuno di noi.

La serata è abbinata alla degustazione di vini dell'azienda Alla Costiera.






mercoledì 4 novembre 2015

Martedì 10 novembre_ Viviane di Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz


Viviane è uno di quei film miracolosi in cui sembra non succedere niente e invece avvince con momenti drammatici e ironici, con una intensa sceneggiatura e attori eccezionali”. (Natalia Aspesi – La Repubblica)


Se pensate che nulla sia più appassionante di un courtroom drama americano, forse non avete ancora visto un film giudiziario israeliano (…) romanzo affollato di storie, atti mancati, cui un gruppo di attori fantastici dà tutti i sapori e le emozioni del mondo”. (Fabio Ferzetti – Il Messaggero).



Viviane Amsalem è determinata a ottenere il divorzio dal marito che non ama più. Ha meditato a lungo e da tre anni ha lasciato il tetto coniugale e si fa ospitare da un fratello sposato.

Purtroppo Israele, patria di Viviane e di suo marito Elisha, pur essendo nazione democratica non prevede matrimonio e separazione civili. Ci si deve rivolgere all’unica autorità competente, il tribunale rabbinico, che rimette nelle mani del coniuge la decisione definitiva: la separazione infatti può avvenire esclusivamente con il suo pieno consenso.

Ogni espediente è concesso al marito, ai testimoni convocati dalle parti e ai giudici al fine di rallentare fino allo spasmo la procedura tentando di evitare quello che per Viviane è inevitabile.





sabato 31 ottobre 2015

Martedì 3 novembre 2015 - Pelo Malo di Mariana Rondón in VO


Pelo Malo di Mariana Rondón
(V.O)

Caracas e la sua periferia. Junior ha nove anni, un fratellino e una madre vedova, disoccupata e alla disperata ricerca di un lavoro. A Junior piacciono la musica pop e i capelli lisci. Riccio e scapigliato, vorrebbe stirarsi i capelli e vestirsi da cantante per fare bella figura nella foto scolastica, ma sua madre non tollera queste sue fissazioni che reputa segnali di un’insana inclinazione e gli preferisce il figlio minore, tanto da pensare di affidarlo alla suocera. Frustrato dall’ostilità della madre, Junior si rifugia nell’amicizia di una giovane vicina di casa e di Mario, il ragazzo dei fiammiferi.


“Il bellissimo film di Mariana Rondon è un avvertimento sulla diversità in un contesto povero e faticoso”.
(Maurizio Porro – Il Corriere della Sera).

“Pelo Malo è un gran film che racconta una piccola storia di conflitto (...) non si riesce a staccare gli occhi di dosso dai bravissimi Samuel Lange Zambrano (Junior) e Samantha Castillo (la madre)”.
(Francesco Alò – Il Messaggero)






venerdì 23 ottobre 2015

Martedì 27 Ottobre_Babadook di Jennifer Kent

Sarà la pellicola di Jennifer Kent, Babadook, a dare il via "ufficiale" alla 69^ stagione del Cineforum Antonianum. Un horror degli antipodi che riporta in vita tutta una tradizione del cinema gotico-fantastico, con tocco indiscutibilmente femminile.
 
Amelia è rimasta sola a crescere il figlio Samuel dopo aver perso il marito, sei anni prima, in un incidente stradale. Samuel presenta difficoltà comportamentali che lo allontanano dalle amicizie scolastiche e lo tengono sveglio la notte. Questa iperattività del bambino e le gravi difficoltà economiche che si trova ad affrontare, rendono la vita di Amelia talmente complicata e stressante da indurla quasi a odiare suo figlio. Una sera, Amelia trova in casa un libro di favole che non ricordava di possedere, intitolato "Mister Babadook" e lo legge a Sam.


"Questa opera prima meticolosamente progettata e diretta dalla regista e sceneggiatrice Jennifer Kent riesce a fornire reali scosse mentre tocca i temi più seri della perdita, del dolore e di altri demoni che non possono essere così facilmente sconfitti". (Variety)
"Babadook crea tensione senza salti di spavento o inseguimenti, ma con un lento bruciare di suspense che fa ansimare a voce alta, nascondere gli occhi, e piangere almeno due volte". (Slate)