venerdì 21 dicembre 2018

📈📊 La pagella del primo trimestre ... dai un voto al Cineforum! 📊📈



Gentili Abbonati, Associati e Simpatizzanti,
anche quest'anno, come a ogni rassegna, desideriamo sottoporci alla Vostra valutazione in modo da poter migliorare sempre più il nostro umile contributo alla settima Arte.

Siamo quindi a chiedere cinque minuti del Vostro tempo per compilare il tradizionale sondaggio per il primo trimestre di rassegna appena conclusosi.

Se non eravate presenti alle scorse proiezioni, potete scaricare il sondaggio disponibile a questo collegamento:


stamparlo, compilarlo e consegnarlo allo Staff di Cineforum Antonianum alla prossima proiezione.

Abbiamo pensato di fare cosa utile creando anche un sondaggio da poter comodamente compilare da PC o da Smartphone. Potrete rispondere collegandovi a questo indirizzo:


ovvero scansionando il QrCode


Vi ringraziamo della collaborazione e attendiamo di poter raccogliere le Vs. preziose opinioni.

Il Consiglio Direttivo





martedì 18 dicembre 2018

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giovedì 13 dicembre 2018

🎬 Martedì 18 Dicembre 🎬

"The Party"di Sally Potter
Gran Bretagna 2017 - Commedia - 71 minuti 
V.O. Sottotitolata


Janet è appena stata nominata ministro del governo ombra, il coronamento della sua carriera politica. Lei e il marito Bill decidono di celebrare l'evento con pochi amici stretti, ma quando gli ospiti arrivano nella loro casa di Londra la festa prende una brutta piega: Bill, infatti, improvvisamente fa due rivelazioni che scioccano Janet e tutti i presenti. Da quel momento, nonostante la facciata di sinistra colta e liberale, tutti loro sono pronti a mettere in discussione amore, amicizia, opinioni politiche e un intero modo di vivere. Sotto la superficie elegantemente liberal degli ospiti freme la rabbia. Lo scontro li spingerà a sfoderare l'artiglieria pesante, anche in senso letterale



"Il Kammerspiel di Sally Potter è intimistico e psicologico, e irresistibilmente ironico. L’equilibrio è perfetto. The Party è un tableau femminile per le donne e sulle donne. Ma anche empatico con la prospettiva maschile.".  Simone Porrovecchio - cinematografo.it

"The Party rappresenta l'inaspettato rientro in una più consolidata tradizione teatrale: è una piccola farsa da camera girata in due sole settimane a Londra, forte di uno straordinario gioco di attori che andrebbero nominati tutti; e ricca di dialoghi brillanti che, toccando temi socio-politico attuali, raccontano di una generazione di ultracinquantenni orfani di illusioni e ideali".  
Alessandra Levanteschi Kezich - La Stampa


67. Festival Internazionale del Cinema di Berlino(2017): Premio Guild

giovedì 6 dicembre 2018

🎬 Martedì 11 Dicembre 🎬

"Mexico! Un Cinema alla Riscossa"
di Michele Rho
Italia 2016 - Documentario - 90 minuti


Il cinema Mexico è una delle pochissime sale mono-schermo ancora attive a Milano. La sua storia è legata a filo doppio alla personalità di Antonio Sancassani che la gestisce da 30 anni in totale indipendenza e curandone ogni singolo aspetto. L'ha fatta così diventare un preciso punto di riferimento per gli addetti ai lavori e per gli appassionati di cinema che cercano in un film la qualità e non gli effetti speciali. “Solo chi ha tanto da fare riesce ad arrivare a tutto; chi non ha niente da fare non arriva a nulla." Questo film fotografa Antonio Sancassani proprio in questi termini: un uomo costantemente impegnato nel ricevere proposte di visone di film, nell'andare ad acquisirli nel centro di distribuzione, nel seguire ogni minimo dettaglio del 'suo' Mexico fino al dare attenzione agli spettatori che lo animano.



"Omaggio a un uomo appassionato, protettore di un’idea di cinema che grazie a lui trova un luogo in cui se ne concretizzano le visioni". Giancarlo Zappoli - mymovies.it

"Perché vederlo? Non è per nostalgia o spirito di rivincita dei piccoli contro i giganti della distribuzione che questo documentario va visto. A mio parere la sua forza sta nel racconto di una visione del cinema che è estremamente pratica, onestamente a cavallo tra l’arte e il commercio, dove i due aspetti sono rispettati e curati con uguale perizia e passione". Matteo Bordone - internazionale.it

giovedì 29 novembre 2018

🎬 Martedì 4 Dicembre 🎬

"Il Prigioniero Coreano" (Geumul)
di Kim Ki-duk
Sud Corea 2016 - Drammatico - 114 minuti


Nam Chul-woo è un pescatore nordcoreano il cui unico bene è la sua barca ed è l'unico mezzo per dare da mangiare a sua moglie e alla loro bambina. Un giorno si blocca il motore mentre sta occupandosi delle reti in prossimità del confine tra le due Coree e la corrente del fiume lo trascina verso la Corea del Sud. Qui viene preso sotto controllo delle forze di sicurezza e trattato come una spia. C'è però chi non rinuncia all'idea di poterlo convertire al capitalismo lasciandogli l'opportunità di girare, controllato a distanza, per le strade di Seoul.





"Il dramma delle due Coree visto da un grande autore che non ha mai militato nel cinema realista ma costruisce sempre mondi complessi e densi di inquietudini filosofiche con un pugno di elementi come sa chi ha visto i suoi film, da "Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera" a "Soffio", da "La samaritana" a "Ferro 3". Fabio Ferzetti - Il Messaggero


"Da coreano del sud, Kim Ki-duk presenta al pubblico di tutto il mondo un’opera finalmente libera da pregiudizi, un’analisi sincera e sentita dell’attuale situazione che connota il suo Paese, per intero. Come sempre, il Maestro esprime il desiderio di parlare davvero dell’uomo, al di là delle scelte ideologiche e della forma del proprio governo". Francesca Romana Torre - cinematographe.it

giovedì 22 novembre 2018

🎬 Martedì 27 Novembre 🎬

"Suburbicon"di George Clooney
USA 2017 - Commedia Noir - 105 minuti


Anni 50. Un gioioso sobborgo californiano, dove il meglio e il peggio dell’umanità si riflettono nelle azioni della gente comune. Ma dopo un misterioso omicidio, una famiglia apparentemente perfetta è costretta a ricorrere al ricatto, alla vendetta e al tradimento per sopravvivere.




"Anche se è ambientato alla fine degli anni Cinquanta, Suburbicon ha come riferimento più che intenzionale l’America di Trump. George Clooney ha lavorato su una vecchia sceneggiatura dei fratelli Coen unendovi nella riscrittura – di nuovo con Grant Heslov – un fatto di cronaca accaduto in Pennsylvania, in quegli stessi anni (…). L’incontro tra l’umorismo di paradossi dei due fratelli e la necessità di presente di Clooney – più molti riferimenti soprattutto all'immaginario di quegli anni (…) – diviene la lente che gli permette di trasformare il vintage d’epoca in attualità”. Cristina Piccino - Il Manifesto

"(…) Un viaggio pulp e grottesco nella mostruosità ipocrita che si cela dietro ad un certo perbenismo, dilagante e sempre attuale. (…) Clooney pesca direttamente dagli stilemi del noir hollywoodiano anni Quaranta e Cinquanta e li reinventa vivificandoli con innesti satirici. La sua regia è ferma nel condurre i due filoni narrativi, il giallo da un lato e l'antirazzista dall'altro (…). Un'ora e mezza di divertimento pungente e qualche riflessione". Serena Nannelli – il Giornale.it



74. Mostra Internazionale D'arte Cinematografica di Venezia (2017):
Premio Fondazione Mimmo Rotella a George Clooney

giovedì 15 novembre 2018

🎬 Martedì 20 Novembre 🎬

"Il Dubbio - Un caso di Coscienza"
(Bedoune Tarikh, Bedoune Emza)
di Vahid Jalilvand
Iran 2017 - Drammatico - 104 minuti


Il dottor Narima, anatomo-patologo, un uomo virtuoso e di solidi principi, ha un incidente con un motociclista e la sua famiglia, in cui ferisce un bambino di otto anni. Si offre di portare il bambino in una clinica vicina, ma il padre rifiuta il suo aiuto come il suo denaro. Alcuni giorni dopo, il Dottor Narima scopre che lo stesso bambino è stato portato nello stesso ospedale in cui lui lavora per un’autopsia per morte sospetta. Nariman deve affrontare un dilemma: è lui il responsabile della morte del piccolo a causa dell’incidente o la morte è dovuta a un avvelenamento da cibo, come sostiene la diagnosi degli altri medici?



"Il Dubbio dimostra l’interesse del regista per storie in cui il dilemma personale si intreccia con i problemi sociali. (…) È un percorso intimo, un racconto che scava sempre più a fondo dentro più anime dilaniate dall'incertezza mentre le coordinate esistenziali si sgretolano e si dissolvono".  Gianlorenzo Franzì - cineforum.it

"Questo film ci sottolinea che la verità è relativa: tutto dipende da quello a cui vuoi o scegli di credere. Questa storia dura ci porta così a riflettere non solo sul mistero della morte, ma anche sulle grandi questioni esistenziali che accompagnano l’uomo. D’altronde come diceva Oscar Wilde: «Credere è profondamente noioso. Dubitare è profondamente avvincente»".  
Giulia Lucchini - cinematografo.it


74. Mostra Internazionale D'arte Cinematografica di Venezia (2017):
Premio Orizzonti Miglior Regia e Miglior Interpretazione Maschile (Navid Mohammadzadeh)