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sabato 14 ottobre 2017

Martedì 17 Ottobre - Proiezione Gratuita e Inaugurazione Rassegna 2017/2018


"Il monello Vs. Sherlock Jr."
di Charlie Chaplin e Buster Keaton
USA 1921-1924 - Commedia - 104 minuti

Vi piace di più Charlie Chaplin o Buster Keaton? È questo l'eterno dilemma che tormenta i cinefili.
Ora, una volta di più, potrete tentare l'impossibile risposta confrontando un classico tra i classici di Charlie Chaplin e una delle comiche più divertenti, sofisticate e surrealiste di Buster Keaton. 
L'occasione viene dalla Cineteca di Bologna che porta Il monello di Charlie Chaplin e Sherlock Jr. (La palla n. 13) di Buster Keaton, restaurati dal laboratorio "L'Immagine Ritrovata" e uniti in un unico programma, nell'ambito del progetto "Il Cinema Ritrovato". A rendere il progetto ancora più interessante è la colonna sonora: il recupero della partitura originale di Charlie Chaplin per Il monello, finalmente alla giusta velocità, grazie al minuzioso lavoro filologico di Timothy Brock  direttore e compositore che da anni dedica il suo impegno al cinema di Charlie Chaplin e alle sue musiche. Dello stesso Timothy Brock, e inedite, sono invece le musiche per Sherlock Jr. di Buster Keaton; il tutto eseguito dall'Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.





"Il primo "lungometraggio" osato da Chaplin. Il monello è del 1921; ed è ancora oggi tutto piacevole e vivo. Chaplin era ormai sicuro del suo "vagabondo", l'unica autentica maschera dei tempi nostri; stava per uscire dai limiti, per lui ormai angusti, di quei brevi film che allora di chiamavano "comiche", stava per tentare un ordito più vasto, di un normale respiro. Sentì allora l'opportunità di appoggiarsi a un "compare"; ed ebbe la trovata, abilissima e scaltra, di scegliersi per compare un bambino". 
Mario Gromo - La Stampa 

"Pur non essendo l'opera più celebre di Keaton, è forse la più perfetta e la più pazza. Rimane sempre per lo spirito un campo d'attività surrealista incomparabile. Sherlock Jr. rappresenta una specie di critica drammatica paragonabile a quello che fu per il teatro i Sei Personaggi in Cerca d'Autore di Pirandello". Georges Sadoul




sabato 22 aprile 2017

Martedì 25 aprile - "Sing Street" di John Carney


"Sing Street" di John Carney

Irlanda 2016 - Commedia Musicale - 105 minuti
V.O. Sottotitolata


Dublino, anni ottanta. Per sedurre una ragazza carina incontrata fuori dalla scuola, Cosmo (alias Conor) le fa credere di essere il leader di un gruppo musicale e le chiede di apparire in un videoclip della band. Quello che sembrava un progetto strambo diventa per Conor una grande passione, che lo aiuterà a evadere dalla sua complicata situazione familiare.


"Un film che lascia l’occhio lucido a chi è stato giovane in quel decennio, e portavoce di un messaggio per chi non l’ha vissuto: osare, osare indossare un ombretto azzurro anche dopo che si è stati costretti a lavarsi il viso con la forza, e credere, credere nelle proprie possibilità, al di là dei mezzi che il contesto sembra poter offrire. Il tutto condito, com’è ovvio, da un’ottima colonna sonora".  Katia Dell'Eva, Cineforum.it

"Con la sua freschezza e il suo stile gioiosamente autentico, John Carney torna a descrivere personaggi accomunati da un presente difficile e da una passione viscerale per la musica. E fra cover e pezzi originali, sogniamo anche noi col giovane protagonista soluzioni coraggiose per un luminoso futuro". Chiara Apicella, Movieplayer.it

Continua la raccolta dei questionari di valutazione distribuiti nelle ultime serate.
Se non eravate presenti alle proiezioni o avete smarrito il questionario, potete scaricarlo e stamparlo a questo link:



e consegnarcelo prima della proiezione oppure inviarlo via mail a cineforumantonianum@gmail.com




Con questa proiezione termina la 70° rassegna di Cineforum Antonianum. 
Ci auguriamo di rivedervi tutti per l'inizio della 71° edizione,
a Ottobre 2017.

Continuate a seguirci per restare sempre aggiornati!




sabato 15 aprile 2017

Martedì 18 aprile - "La Pazza Gioia" di Paolo Virzì

In collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, per l'iniziativa "Corti in Sala", la visione di "La Pazza Gioia" di Paolo Virzì verrà introdotta dal cortometraggio 

"Ménage à Trois" di Emanuele Daga



"La Pazza Gioia" di Paolo Virzì

Italia/Francia 2016 - Commedia Drammatica - 118 minuti


Beatrice e Donatella sono due donne mentalmente instabili ricoverate in un istituto terapeutico della Toscana. Nonostante abbiano due caratteri e due esperienze diversissime le due protagoniste legano e, in un momento di follia, scappano dal controllo dell’istituto per godersi qualche giorno di libertà. L’esperienza della fuga permette loro di liberare la loro umanità e dar sfogo alle loro frustrazioni, permettendoci di conoscerle in un dipinto intimo e delicato della femminilità. Una storia originale raccontata in un saliscendi dolce-amaro di emozioni.





"Tocca temi molto delicati, che prevedono automaticamente il rischio di scivolare nel pietismo o nello schema consolatorio dell’anti-psichiatria, ma non ha mai nemmeno un tentennamento. Invece è onesto, sentimentale e generoso: onesto nel mostrare la malattia e la sua gestione quotidiana, sentimentale nella relazione con i personaggi e le loro manie, generoso nello slancio con cui gestisce tutto questo materiale umano senza avere paura di nessun tema". Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa

"Con l’apporto fondamentale di Vladan Radovich questa volta Virzì lavora molto meno del solito sui luoghi e cerca invece il modo migliore per avere in ogni istante la distanza giusta dai personaggi. Esattamente questo rende La Pazza Gioia un film diverso dai suoi simili (i film sui matti, i film sulle fughe, i film sulla sete di libertà, i film sugli ultimi che rimarranno ultimi), il fatto di vivere di un sottile equilibrio nella distanza dalle protagoniste, un contrasto unico tra tenerezza e repulsione". Paolo Mereghetti - Corriere della Sera


Nastri d'Argento 2016: Miglior Film, Miglior Sceneggiatura (Paolo Virzì e Francesca Archibugi), Miglior Attrice Protagonista (Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti), Migliori Costumi (Catia Dottori) e Migliore Colonna Sonora (Carlo Virzì).

David di Donatello 2017: Miglior Film, Miglior Regista (Paolo Virzì), Migliore Attrice Protagonista (Valeria Bruni Tedeschi), Migliore Scenografo (Tonino Zera), Migliore Acconciatore (Daniele Tartari).


Continua la raccolta dei questionari di valutazione distribuiti martedì scorso.
Se non eravate presenti alla proiezione o avete smarrito il questionario potete scaricarlo e stamparlo a questo link:



e consegnarcelo prima della proiezione oppure inviarlo via mail a cineforumantonianum@gmail.com


sabato 8 aprile 2017

Martedì 11 aprile - "Mustang" di Deniz Gamze Ergüven

In collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, per l'iniziativa "Corti in Sala", la visione di "Mustang" di Deniz Gamze Ergüven verrà introdotta dal cortometraggio d'animazione

"Dalila" di Magda Guidi




"Mustang" di Deniz Gamze Ergüven

Turchia/Francia/Germania/Qatar 2015 - Drammatico - 94 minuti


Siamo all’inizio dell’estate. In un remoto villaggio turco, Lale e le sue quattro sorelle scatenano uno scandalo dalle conseguenze inattese per essersi messe a giocare con dei ragazzini tornando da scuola. La casa in cui vivono con la famiglia si trasforma un po’ alla volta in una prigione, i corsi di economia domestica prendono il posto della scuola e per loro cominciano a essere combinati i matrimoni.
Le cinque sorelle, animate dallo stesso desiderio di libertà, si sottrarranno alle costrizioni loro imposte.




"Ergüven, che ha scritto il copione con Alice Winocour, dimostra una bella abilità a dare a ognuna delle ragazze un proprio carattere e nello stesso tempo suggerire l’idea di una complicità profonda, lasciando che il messaggio sulla colpevole repressività delle società patriarcali (e non soltanto quella islamica) emerga dagli eventi". Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa

"La forza del film sta tutta nella capacità della regista di sfiorare temi tabù (…) per poi fingere di spostare l’attenzione dello spettatore su altro ma lasciando invece nella memoria di chi guarda altrettanti affondi a una tradizione tanto anacronistica quanto conservata con forza dalla parte più arretrata del Paese". Paolo Mereghetti - Corriere della Sera


Cannes 2015: Quinzaine Des Réalisateurs - Europa Cinemas Label
Festa del Cinema di Roma 2015 - XIII ‘Alice nella Città’: Menzione Speciale della Giuria del
Premio Taodue Camera d’Oro

All'ingresso in sala verranno distribuiti i questionari di valutazione per questa seconda parte di rassegna.
Se preferite potete scaricare e stampare il questionario a questo link:



e consegnarcelo prima della proiezione oppure inviarlo via mail a cineforumantonianum@gmail.com

sabato 1 aprile 2017

Martedì 4 aprile - "La Isla Mínima" di Alberto Rodríguez


"La Isla Mínima"
di Alberto Rodríguez

Spagna 2014 - Thriller - 105 minuti




Profondo sud della Spagna, 1980. In un piccolo villaggio in cui il tempo sembra essersi fermato – nei pressi di un labirinto di paludi e risaie – si è installato un serial killer responsabile della scomparsa di molte adolescenti delle quali nessuno sembra interessarsi. Ma quando due giovani sorelle spariscono durante le festività annuali, la madre spinge per un’indagine e due detective della omicidi arrivano da Madrid per cercare di risolvere il mistero. Gli investigatori vengono intrappolati da una rete di intrighi alimentata dall'apatia e dalla natura introversa della gente del posto. Niente è ciò che sembra in questa isolata e opaca regione e l’indagine incontra difficoltà inaspettate. Entrambi gli uomini capiscono di dover mettere da parte le rispettive divergenze professionali se vogliono fermare la persona responsabile della scomparsa delle sorelle prima che altre ragazze facciano la stessa fine.




"Se vi è piaciuto True Detective in sala vi aspetta una copia-carbone migliorata, con un’aggiunta fondamentale: la politica. La isla mínima fa di drammaturgia thriller j’accuse sociopolitico: sicuri, dice il regista e co-sceneggiatore Rodríguez, che con il Caudillo e i suoi derivati abbiamo fatto davvero i conti?Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano
“Un noir coi fiocchi, ben bilanciato nel suo svolgersi senza troppe spiegazioni ma tenendo il timone ed  evitando ogni deriva nebulosa”.  Paolo D'Agostini - La Repubblica

Premio Goya 2015: Miglior film, Miglior regista, Miglio attore protagonista, Miglior attrice rivelazione, Miglior sceneggiatura originale, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Miglior colonna sonora, Miglior scenografia, Migliori costumi


sabato 25 marzo 2017

Martedì 28 marzo - "Perfect Day" di Fernando León de Aranoa


"Perfect Day"
(A Perfect Day) di Fernando León de Aranoa

Spagna 2015 - Commedia Drammatica - 105 minuti
v.o. sottotitolata


Bosnia, 1995. La guerra è appena finita e un gruppo di operatori umanitari deve rimuovere un cadavere da un pozzo, per evitare che contamini l’acqua del villaggio. La squadra, guidata dal carismatico Mambrú, comprende Sophie, ingenua idealista appena arrivata dalla Francia, la bella e disinibita Katya e l’incontenibile B, volontario di lungo corso e allergico alle regole. Dopo una rocambolesca serie di avventure, i quattro capiranno che si tratta di una missione più complicata del previsto, in un paese in cui anche trovare una corda può diventare un’impresa impossibile.
Una commedia unica nel suo genere, capace di raccontare il dramma della guerra con le armi dell’ironia e della speranza, affidandosi a un formidabile gruppo di antieroi…



"Ex documentarista, lo spagnolo De Aranoa (I lunedì al sole) conosce bene gli inferni balcanici e il suo primo film in lingua inglese ha il pregio di trasmettere subito un senso di autenticità. Perfect Day è ovviamente rivolto a denunciare l’assurdità di tutti i massacri e in particolare quello bosniaco terminato nel ‘95, ma la novità è che non si vedeva dai tempi del mitico M.A.S.H. una dissacrazione così poco impettita e così intrisa di umorismo nero". Valerio Caprara - Il Mattino
“Si sorride e molto, ma gli argomenti trattati sono seri. Una strada interessante, percorribile grazie a un formidabile cast. Perfetta la colonna sonora, delicata la regia”.  Maurizio Acerbi - Il Giornale

Premio Goya 2016: Miglior Sceneggiatura Non Originale

lunedì 20 marzo 2017

Martedì 21 marzo - "The Lobster" di Yorgos Lanthimos

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di "The Lobster" di Yorgos Lanthimos verrà introdotta dal cortometraggio


"Il Passo della Lumaca" di Daniele Suraci
  



The Lobster di Yorgos Lanthimos
Grecia/Gran Bretagna/Olanda/Francia 2015 - Fantascienza - 118 minuti
  


In un prossimo futuro gli uomini e le donne che restano single vengono deportati un solitario albergo dove hanno 45 giorni di tempo per trovare un compagno. Scaduto il tempo vengono trasformati in un animale a loro scelta. Tra questi vi è David, che vive arrendevolmente la sua condizione, senza sapere che al di fuori dell’albergo qualcuno potrebbe aiutarlo a non perdere la sua umanità. Nella spietata critica sociale elaborata da Lanthimos l’istinto di sopravvivenza vincerà sopra ogni cosa, mostrando quanto l’uomo sia in realtà il peggior animale.




"Un film nel quale la tesi espressa è talmente esplicita, sin dalla trama, che viene a mancare quasi del tutto lo spazio per la metaforizzazione. Ma che è un’opera, tuttavia, dove risulta altrettanto chiara l’accurata rappresentazione del senso di abbandono e di arrendevolezza che permea la società moderna".
Lorenzo Rossi - Cineforum
  
"È un’allegoria del controllo che le religioni, i partiti politici e i poteri economici esercitano oggi sulla società in molti paesi. […] The Lobster va oltre, è sul tentativo di cancellare l’individualità, di eliminare la libertà di scelta, puoi solo decidere la persona con cui passare il resto della vita, ma è una libertà molto limitata. L’elemento insolito è che sotto controllo sono i sentimenti, mi piace il personaggio di David, è un uomo svuotato di emozioni, non ha più la possibilità di amare, è perduto. Proprio per questo spero che le reazioni emotive le susciti nel pubblico".
Colin Farrel intervistato da Maria Pia Fusco - Repubblica


Cannes 2015: Premio della Giuria
European Film Awards 2015: Migliore Sceneggiatura e Migliori Costumi



martedì 14 marzo 2017

Martedì 14 marzo - L'Ultima parola: la vera storia di Dalton Trumbo


"L'Ultima parola: la vera storia di Dalton Trumbo"
(Trumbo) di Jay Roach

USA 2015 - Biografico - 124 minuti




Dalton Trumbo è stato uno dei più quotati sceneggiatori di Hollywood negli anni ’40, fin quando non fu accusato dalla Commissione per le Attività Anti-americane di essere un comunista. Il film racconta il lato umano di Trumbo, il suo rapporto con la famiglia e la passione smisurata per il suo lavoro, che continuò a praticare sotto pseudonimo, arrivando a vincere diversi Oscar senza che il suo nome venisse mai pronunciato.




"L’ultima parola è uno di quei biopic politici senza deviazioni che le giurie oggi si filano pochissimo, mentre vent’anni fa sarebbe stato ricoperto di premi. Una catena di fatti messi in riga, con brevi filmati d’epoca che mischiano le carte e i colori, che non dà mai l’impressione di gonfiare il dramma per stordire lo spettatore, cioè di puntare troppo sull'indignazione".
Giorgio Viaro - Best Movie

"Non c’è davvero da stupirsi se Bryan Cranston si trovi quest’anno tra i nominati agli Oscar, la maniera in cui decide di rappresentare non tanto la persona Dalton Trumbo, ma le sue paure e le vie per le quali la condizione in cui viveva influiva sulla sua personalità, ha del fenomenale e può essere considerata una delle punte maggiori dell’arte della recitazione contemporanea". 
Gabriele Niola - Badtaste.it

lunedì 6 marzo 2017

Martedì 7 marzo_Non essere cattivo di Claudio Caligari

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di  " Non essere cattivo" verrà introdotta dal cortometraggio "Vermiglio" di Filippo Proietti e Giordano Torreggiani, con protagonista Daniele Parisi.


 Un soliloquio a tinte buie che ricorda una celebre graphic novel...

NON ESSERE CATTIVO di Claudio Caligari(Italia 2015) 
Drammatico, 100 min(Italia 2015) 


David di Donatello 2016: Miglior Fonico di Presa Diretta

Vittorio e Cesare sono ragazzi cresciuti nella criminalità di Ostia, e vivono di espedienti, spacciando e cercando di mantenere il loro gradino nella gerarchia della malavita. Non è lontano da loro il desiderio di una vita normale, con un lavoro e una famiglia, ma i loro istinti violenti continuano a prendere il sopravvento. Nell’ultimo film di Claudio Caligari vediamo due anime intrappolate in un mondo di droga e violenza che lottano con tutte le loro forze contro il dolore, la società e anche contro se stessi. 


“I cattivi non sono solo cattivi, e non sempre è colpa loro se lo sono. La differenza con tanti film e libri che hanno cercato di raccontare questo purgatorio senza uscita è che Caligari lo conosce bene e ama i suoi personaggi, anche i più trucidi, perché sa vedere oltre e dentro. Perché sa, mentre quasi sempre gli scrittori e i registi non sanno, cioè vedono con gli occhi di chi sta fuori e non pensano neanche lontanamente a farsi carico di quei dilemmi, di quella condanna” (Goffredo Fofi – Internazionale)

“Terrore del vuoto che Caligari pare volere esorcizzare con una messa in scena da cui lo stesso vuoto è cancellato, dove i protagonisti sono in campo dall’inizio alla fine, e in cui il silenzio è bandito da conversazioni ininterrotte e da esplosioni di musica capace di azzerare i pensieri. Perché la paura del vuoto si allarga a comprendere quella di pensare, di prendere consapevolezza di sé, come accade per un breve attimo a Vittorio, che si guarda allo specchio e sputa sulla propria immagine riflessa” (Andrea Pirruchio -  Cineforum)

domenica 26 febbraio 2017

Martedì 28 febbraio_PECORE IN ERBA di Alberto Caviglia

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di  " Pecore in erba" verrà introdotta dal cortometraggio OFFICE KINGDOM  di Salvatore Centoducati, Giulio De Toma, Eleonora Bertolucci.


In un tranquillo ufficio un cliente attende per l'approvazione della sua pratica, ma per l'impiegata non sarà semplice ottenere il timbro giusto.

PECORE IN ERBA di Alberto Caviglia (Italia 2015) 
Commedia, 87 min


72. Mostra Internazionale D'arte Cinematografica Di Venezia (2015)
Premio Arca Cinemagiovani - Miglior film italiano a Venezia
Orizzonti - Premio cinematografico "civitas vitae prossima" 

Luglio 2006. Leonardo Zuliani è scomparso.Da Trastevere la clamorosa notizia diventa vera e propria emergenza nazionale mentre un innumerevole gruppo di seguaci si accalca davanti alla casa del giovane attivista. La mamma è disperata, il quartiere paralizzato. Alla televisione ogni canale parla di lui, tutte le autorità esprimono la loro solidarietà alla famiglia. Molti non vogliono crederci, forse sperano sia un'altra delle sue trovate. Genio della comunicazione, fumettista di successo, stilista visionario, scrittore di grido, attivista dei diritti civili: ma chi è veramente Leonardo?


“Lo spaesamento di Pecore in erba è salutare, una medicina per almeno provare a non lasciarsi andare alla deriva dell'intelligenza e dei sentimenti. (...) Un'opera da proiettare agli studenti in modo che non crescano altri Zuliani e che un perverso sistema di comunicazione non versi lacrime sulla sua scomparsa." (Natalino Bruzzone - Il Secolo XIX)

“L'esordio del 31enne Alberto Caviglia Pecore in erba sceglie un terreno diserto dal nostro cinema: il mockumentary, il finto documentario, per mettere alla berlina l'antisemitismo non con le solite rampogne civili bensì con il capovolgimento e la satira. II modello è il primo Woody Allen, quello di 'Prendi i soldi e scappa' e 'Zelig', gli esiti deformanti e ridanciani, s'intende, con la testa." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 1 ottobre 2015)

lunedì 20 febbraio 2017

Martedì 21 febbraio - IL DIRITTO DI UCCIDERE (Eye in the Sky) di Gavin Hood

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di  " Il diritto di uccidere" verrà introdotta dal cortometraggio. Ghigno Sardonico di  Fulvio Risuleo


Due amici scoprono che con un macchinario auto costruito si può sentire la “voce” delle piante recise. Vanno in una serra per tagliare tutto e così creare un vero e proprio concerto.


Il diritto di uccidere (Eye in the Sky)
di Gavin Hood (Gran Bretagna 2015) Thriller, 102 min.



Il colonnello inglese Katherine Powell dirige a distanza un’operazione contro una cellula terroristica a Nairobi. Il suo “occhio” sul campo è un drone pilotato in Nevada dal giovane ufficiale Steve Watts, ma quando diventa inevitabile sferrare un attacco entrambi realizzano che anche una bambina innocente finirebbe tra le vittime. Mentre nessun politico nella “war room” londinese vuole prendersi la responsabilità di una decisione, una drammatica serie di eventi fa precipitare la situazione.



“Intenso dramma di filosofia morale, il film è solo mirabilmente 'travestito' da 'war movie': alla base dell'indagine, il tema della responsabilità etica in materia di sicurezza civile di una nazione che dovrebbe far capo alla classe politica della nazione stessa. Laddove si impone il diritto/dovere di prendersi delle responsabilità 'ultime' sulle vite altrui cessa ogni risposta lasciando spazio unicamente alle domande. Illuminante" (Anna Maria Pasetti - Il Fatto Quotidiano)

“Avvincente ritratto fra diversi poteri in gioco, Il diritto di uccidere propone una perfetta miscela di dramma e commedia nera sulla guerra di oggi” (Francesco Bruni – Movieplayer.it)

sabato 28 gennaio 2017

Martedì 31 gennaio - Il figlio di Saul di László Nemes

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di "Il figlio di Saul " di László Nemes verrà introdotta dal cortometraggio

Il dieci (CSC Production), di Daniel Mejia


Il figlio di Saul di László Nemes

Ungheria - Drammatico, 107 min


Saul è un membro del Sonderkommando rinchiuso in un campo di sterminio in Ungheria. Durante la pulizia di una camera a gas assiste all’omicidio di un ragazzo sopravvissuto al veleno e lo riconosce come suo figlio. Il desiderio di benedire il suo corpo e dargli degna sepoltura al di fuori del campo di sterminio spingerà Saul in una disperata lotta con la prigionia, rischiando la sua stessa vita.




“Una performance miracolosa, di quelle che il cinema regala di rado” (Fulvia Caprara - La Repubblica)

“C'è qualcosa di autoritario nel modo in cui il regista presenta la sua visione, espressione di un fare-cinema che lo spazio per il pensiero dello spettatore lo risucchia nel suo progetto fino a che nel nostro «fuoricampo» riusciamo in fondo a immaginare poco" (Cristina Piccino - Il Manifesto)


Festival di Cannes 2015: Grand Prix Speciale della Giuria
Golden Globe 2016: Miglior film straniero

Oscar 2016: Miglior film straniero

giovedì 5 gennaio 2017

Martedì 10 gennaio - Room di Lenny Abrahamson

Per l'iniziativa "Corti in Sala" in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, la visione di "Room" di Lenny Abrahamson verrà introdotta dal cortometraggio



"La Testa tra le Nuvole" di Roberto Catani





Room di Lenny Abrahamson

Irlanda/Canada 2015 - Drammatico - 118 minuti
v.o. sottotitolata


Il piccolo Jack conosce solo la stanza in cui è nato, dove vive giorno per giorno con la sua mamma. Ancora non sa che fuori si estende un mondo che non ha mai visto, a cui la mamma è stata strappata da ragazza per mano di un rapitore. Insieme cercheranno di fuggire alla ricerca di un luogo che li accolga dopo questa lunga separazione dalla realtà.




"Solo in pochi momenti, infatti, gli occhi di Jack fanno da tramite a quelli dello spettatore, mentre in generale viene restituita sia l’innata capacità dei bambini di fronteggiare situazioni devastanti per gli adulti, sia la difficoltà, per una donna, di rimpossessarsi della propria vita dopo aver subìto un trauma. L’interesse del film sta perciò sia nello scoprire il mondo attraverso Jack (in un’età in cui è già in grado di elaborare razionalmente la realtà), sia nel vedere come la forza della madre derivi dal trovare proprio nel figlio quella capacità che a lei manca". Stefano Santoli - Cineforum


"Sono molte le cose che lasciano stupefatti alla fine della visione di un film come Room. La principale, tuttavia, è l’apparente semplicità con cui Abrahamson ottiene molto con pochissimo. Due attori; una stanza; pochissime altre location. Una storia narrata dal punto di vista di un bambino. Eppure Room è tante cose: thriller, avventura, crescita, scoperta, separazione, rinascita, tragedia, guarigione, amore". Alessia Starace - Movieplayer.it


Golden Globe 2016: Miglior Attrice Protagonista
Oscar 2016: Miglior Attrice Protagonista


domenica 1 maggio 2016

Martedì 3 aprile - Whiplash di Damien Chazelle

Golden Globe 2015 a J.K. Simmons come miglior attore non protagonista;
Oscar 2015 per: miglior attore non protagonista (J.K. Simmons), montaggio, missaggio sonoro; Sundance Film Festival 2014: Premio della giuria e del pubblico.

Andrew, diciannove anni, sogna di diventare uno dei migliori batteristi di jazz della sua generazione. Ma la concorrenza è spietata al conservatorio di Manhattan dove si esercita con accanimento. Il ragazzo ha come obiettivo anche quello di entrare in una delle orchestre del conservatorio, diretta dall’inflessibile professore Terence Fletcher. Quando infine riesce nel suo intento, Andrew si lancia, sotto la sua guida, alla ricerca dell’eccellenza.





"Adrenalinico esordio autobiografico in perfetto ritmo 'jazzy' di Damien Chazell, filmmaker e batterista 'fino al sangue alle mani', 'Whiplash' si nutre di esperienza musicale, di buona tecnica cinematografica e di attori ad alto livello. Per chi ama le sfide, non solo musicali." 
(Anna Maria Pasetti - Il Fatto Quotidiano)


“Whiplash, dal Sundance all’Oscar, via Cannes. Un film sorprendente che nella prima mezzora sembra una specie di “Full metal jacket” del pentragramma, per toccare poi anche momenti horror, facendo affiorare infine un senso simbolico, dove in realtà il musicista è in lotta solo con sé stesso per raggiungere finalmente la piena consapevolezza dei propri mezzi. Grande film, che piacerà non solo agli appassionati di musica.” (Adriano De Grandis - Il Gazzettino)

lunedì 7 marzo 2016

Martedì 8 marzo - I nostri ragazzi di De Matteo

 Nastro d’Argento 2015: Miglior Attore Protagonista ad Alessandro Gassman


Un film provocatorio, liberamente ispirato al libro “La cena” di Herman Koch, che entra violentemente nella realtà borghese della famiglia scardinandone le fondamenta. Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita, uno avvocato di grido, l'altro pediatra impegnato e le loro rispettive mogli perennemente ostili l'una all'altra l'incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso, per rispettare una tradizione. Parlano di nulla: alici alla colatura con ricotta e caponatina di verdure, l'ultimo film francese uscito in sala, l'aroma fruttato di un vino bianco, il politico corrotto di turno. Fino a quando una sera delle videocamere di sicurezza riprendono una bravata dei rispettivi figli e l'equilibrio delle due famiglie va in frantumi.


“La famiglia, microcosmo che riproduce in miniatura la società che la circonda, è stata il principale oggetto di osservazione del suo cinema. Con La bella gente e Gli equilibristi ci ha raccontato cosa succede in casa quando un elemento esterno arriva a turbare la tranquilla normalità domestica. Con I nostri ragazzi il regista prosegue nella sua indagine andando oltre e immaginando che la deflagrazione capace di mandare in frantumi un nucleo familiare parta dal suo interno”. (Alessandra De Luca - Avvenire )


“Ivano De Matteo dirige una sorta di Kammerspiel familiare che cresce progressivamente d'intensità drammatica. Rinunciando alla feroce ironia di un testo analogo di Yasmina Reza dal quale Roman Polanski ha tratto Carnage, De Matteo movimenta la macchina da presa, disegna con cura gli spazi“. 
( Roberto Nepoti - la Repubblica )

lunedì 8 febbraio 2016

Martedì 9 febbraio - Pride di Matthew Warchus


Cannes 2014
Queer Palm

British Independent Film Award 2014
Miglior Film, Miglior Attore Non Protagonista, Miglior Attrice Non Protagonista



Ambientato in piena era Thatcher, durante lo sciopero dei minatori inglesi del 1984, Pride racconta la vera storia di un gruppo di attivisti del movimento omosessuale che, per spirito di solidarietà verso chi come loro lotta contro il sistema, decide di organizzare una raccolta fondi per gli scioperanti del Galles, oramai allo strenuo delle forze.

I minatori però, nonostante la situazione si sia fatta insostenibile, non accolgono benevolmente l’iniziativa considerando l’aiuto di lesbiche e gay fuori luogo, se non addirittura controproducente.

L’incontro fra le due realtà però riserverà insospettabili risvolti.




"Trascinante commedia inglese, che rievoca la sorprendente alleanza tra due mondi lontanissimi (…) Un film che appassiona, e volendo commuove, con un cast magnifico”. 
(Massimo Bertarelli – Il Giornale)

“La dignità del lavoro incontrerà quella della sessualità, omo ed etero? Sullo sfondo, nascosta, c'è la vittoria della Thatcher, con quel che ne è venuto. Leggero e narrativamente accorto, riscopre una storia vera e dimenticata per trent'anni”. (Roberto Escobar - L'Espresso).